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Come superare il panico da interrogazione

Come superare il panico da interrogazione

Forti mal di pancia, nodo alla gola e mal di testa appena il professore pronuncia il tuo nome. Non importa quanto tu abbia studiato o ti senta preparato: non solo il momento dell’interrogazione diventa un vero e proprio incubo, ma non riuscendo a dire nulla, la valutazione è addirittura negativa!

Il “panico da interrogazione” è uno dei problemi più frequenti che si incontrano durante il percorso scolastico e colpisce tanto i bambini delle elementari quanto gli studenti universitari. A volte è così profondo che gli altri fanno fatica ad accorgersene. Tirare fuori il problema e parlarne con una persona di fiducia è il primo passo per superare questa difficoltà.

Il primo appiglio fondamentale che può aiutare a uscire da questa situazione sono i compagni. Quando compare il panico da interrogazione, ci sembra che tutti gli occhi siano puntati su di noi… invece non è così! La maggior parte della classe ne starà approfittando per farsi gli affari suoi, mentre magari sarà proprio l’amico più fidato, che si è accorto del problema, a interessarsi e aspettare uno scambio di sguardi per darci un po’ di fiducia o lanciarci un suggerimento volante.

Attenzione: se il problema diventa insormontabile e non si risolve dopo qualche settimana, potrebbe essere arrivato il momento di parlarne prima con i propri genitori e poi insieme ai professori. Nessun professore vuole mettere in difficoltà uno studente e insieme si possono trovare delle strategie per venirsi incontro in questo momento difficile come istituire interrogazioni programmate, a tu per tu, e affiancare un tutor a casa che possa sbloccarci e farci sentire più sicuri durante le verifiche.

 

I nostri docenti e i nostri tutor possono aiutare i tuoi figli ad acquisire il proprio metodo studio e affiancarli durante il percorso scolastico per garantire un miglior rendimento in interrogazioni ed esami. Chiamaci al 389 269 6411 per avere maggiori informazioni su ripetizioni a domicilio e aiuto compiti. Operiamo in tutta Roma.

Prime interrogazioni, 5 regole per fare colpo sul Prof.

Prime interrogazioni, 5 regole per fare colpo sul Prof.

Ogni studente vorrebbe iniziare la scuola con il piede giusto e fare una bella impressione sui professori. Facile a dirsi, ma a volte questi “buoni propositi” sono difficili da mettere in pratica. Eppure, basta seguire delle piccole accortezze per guadagnare da subito un posto speciale sul registro di ogni professore:

  1. STUDIARE
    C’è poco da fare: possiamo usare tutte le strategie del mondo, ma se non abbiamo aperto libro, l’interrogazione andrà male. Studiare almeno due ore prima di ogni verifica è indispensabile.
  2. PROPORSI COME VOLONTARIO
    I professori apprezzano sempre gli studenti che si propongono come volontari: sapere che c’è qualcuno che ha voglia di ripetere la lezione assegnata per casa li rende soddisfatti e allo stesso tempo, li toglie dal ruolo di “cattivi” pronti a pizzicare gli impreparati.
  3. DIMOSTRARE INTERESSE
    Alla prima domanda del professore, che sia il famoso “argomento a piacere” o una tematica precisa, iniziare subito raccontando perché ci ha interessato quella parte e cosa ci ha particolarmente colpito, dimostrando un reale interesse per la materia.
  4. MOSTRARSI SICURI
    Anche l’atteggiamento corporeo fa la sua parte: spalle aperte, testa alta e sguardo occhi negli occhi con il prof. sono dei segnali che dimostreranno la padronanza della materia. Certo, non è assolutamente facile! Meglio esercitarsi prima a casa con una persona più familiare che incuta meno timore.
  5. SAPERE DI NON SAPERE
    Per quanto si possa aver studiato, c’è sempre l’argomento che non sappiamo. La prima cosa da fare è mantenere la calma e iniziare a cercare nella nostra memoria un appiglio a qualcosa di simile, per poi portare la risposta verso un argomento che conosciamo meglio.

L’importante è non fare mai e poi mai scena muta: se hai studiato, puoi rispondere a tutto.

 

I nostri docenti e i nostri tutor possono aiutare i tuoi figli ad acquisire il proprio metodo studio e affiancarli durante il percorso scolastico per garantire un miglior rendimento in interrogazioni ed esami. Chiamaci al 389 269 6411 per avere maggiori informazioni su ripetizioni a domicilio e aiuto compiti. Operiamo in tutta Roma.

5 cose da fare prima dell’inizio della scuola

5 cose da fare prima dell'inizio della scuola

Settembre è un mese complesso per ogni famiglia: si torna dalle vacanze, si disfano le valige, un’occhiata al calendario e… la scuola sta per iniziare! Come affrontare questo momento così delicato senza stressarsi troppo?

Ecco 5 utili consigli per non farsi trovare impreparati il primo giorno di scuola.

1. Comprare senza esagerare
Il primo impulso che avrete sarà quello di entrare in una cartoleria e svaligiarla di gomme, temperini, squadre, compassi e quaderni di ogni tipo e dimensione. Il consiglio è quello di non esagerare con lo “shopping” e aspettare che siano i professori a informare i vostri figli sul materiale da comprare.

2. Fare un salto a scuola
Prendere la lista dei libri (ordinandoli comunque dopo l’approvazione dei professori), controllare gli orari d’ingresso della prima settimana di scuola e ritirare il libretto delle giustificazioni vi aiuterà a stare tranquilli su tutte le questioni più burocratiche.

3. Controllare i compiti per le vacanze
Anche se vostro figlio vi assicura di averli fatti assolutamente tutti, sempre meglio dare un’occhiata ai compiti per le vacanze: nel caso in cui mancasse qualcosa, avrete il tempo di recuperarla insieme nelle prime settimane di settembre.

4. Cercare attività extra-scolastiche
Un giro con tutta la famiglia tra palestre e associazioni di zona vi aiuterà a trovare qualcosa che interessi e aiuti vostro figlio a “staccare” dallo studio per qualche ora durante la settimana.

5. Parlare insieme
Ogni ragazzo o bambino che inizia un nuovo anno di scuola ha le sue ansie e paure. Ritagliatevi un momento per parlare con lui di ciò che lo spaventa e rassicuratelo sul fatto che se avrà bisogno di aiuto, potrà sempre contare su di voi.

Aiuta tuo figlio ad affrontare i primi giorni di scuola, un bel ripasso con i nostri Tutor o un aiuto compiti direttamente a casa tua può alleviare lo stress del rientro scolastico. Chiama il 389 269 6411 per maggiori informazioni

5 trucchi per migliorare la memoria

5 trucchi per migliorare la memoria

La memoria è la nostra “arma” vincente per apprendere e ricordare ciò che leggiamo. La buona notizia è che possiamo migliorarla costantemente: il nostro cervello infatti non rimane statico, ma si modifica ogni volta che memorizziamo.

Esistono alcune tecniche, per così dire, che permettono proprio di migliorare la nostra memoria.

Oggi vi riporto 5 trucchi utili:

  1. compiere associazioni attraverso immagini: è una delle tecniche comunemente più utilizzate. Consiste nell’associare l’informazione da apprendere con un’immagine familiare che ci aiuterà a ricordare;
  2. riposare: alcuni studi hanno dimostrato che esiste un nesso tra il sonno e la memoria. Non è solo fondamentale riposare bene durante la notte, ma anche concedersi una “pennichella” durante il giorno. Sembra infatti che riposare migliori le capacità della nostra mente di memorizzare. In particolare, uno studio della NASA sembra aver dimostrato l’importanza del riposino pomeridiano;
  3. esercitare la memoria: ci sono dei giochi che aiutano a migliorare la nostra memoria. In particolare quelli enigmistici, come cruciverba e sudoku, attivano le nostre capacità cerebrali e facilitano nel tempo la capacità di apprendere nozioni diverse tra loro;
  4. tecnica “Locus loci”: è una tecnica antica, dei tempi di Cicerone. Il termine latino significa “luogo”, proprio perché per prima cosa è necessario pensare a un luogo a noi molto familiare con punti di riferimento specifici (la nostra casa, un percorso che conosciamo benissimo, ecc). Una volta pensato a questo posto, il passaggio successivo sarà associare le informazioni da memorizzare a questi punti. Così quando si dovranno ripetere i concetti, pensando ai punti chiave associati, sarà facile il ricordo. Ovviamente, per questa tecnica, è importante l’immaginazione;
  5. studiare in modo intelligente: quando studiamo, per massimizzare le nostre capacità mnemoniche, dobbiamo organizzare il tempo di studio. Non è produttivo studiare ininterrottamente per ore e ore; è bene, invece, scandire il tempo in tot. minuti (circa 30’) seguiti da una breve pausa, per permettere al nostro cervello di riposare e immagazzinare quanto appreso fino a quel momento. Studiare senza pause stancherà la nostra mente e aumenterà il tempo necessario per l’apprendimento.

In conclusione apprendere, conoscere e ricordare può diventare più semplice: dobbiamo solo trovare il modo giusto per farlo.

I nostri docenti e i nostri tutor possono aiutare i tuoi figli ad acquisire la propria tecnica di memorizzazione, il proprio metodo studio e affiancarli durante il percorso scolastico per garantire un miglior rendimento. Chiamaci al 389 269 6411 per avere maggiori informazioni. Operiamo a domicilio in tutta Roma.

Il primo aiuto nello studio per un bambino dislessico: le mappe concettuali

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Quando i genitori sentono la parola “dislessia” riferita ai loro figli, drizzano le orecchie e spalancano gli occhi: la prima cosa che probabilmente è lecito pensare, se non si conosce l’argomento nelle sue molteplici caratteristiche, è che si tratti di qualcosa di grave.
Chiariamo subito questo pensiero negativo: non ci si riferisce a una malattia o a problemi a livello intellettivo! Si tratta semplicemente di una difficoltà del bambino.

Imparare fin dalla scuola primaria il giusto metodo di studio

Il giusto metodo di studio, bambine

E’ già durante la scuola Primaria che il bambino si trova a dover affrontare uno dei più importanti compiti come studente: imparare un valido metodo di studio. E’ però a partire dal terzo anno che i bambini si trovano effettivamente impegnati per la prima volta in quello che è lo studio di una materia specifica ed è da questo momento che sarà opportuno iniziare ad apprendere un personale metodo di studio che verrà consolidato nel tempo; più valido sarà, più efficaci saranno i risultati futuri.

Le 5 regole nell’educazione dei figli

Le 5 regole nell'educazione dei figli

Crescere ed educare i nostri bambini non è certo semplice: sono alle prese con un primogenito di appena 12 mesi per cui so bene cosa significa. I bambini sono una continua scoperta nella loro crescita: attraversano diverse fasi di sviluppo, e man mano che “fioriscono” anche il loro livello di comprensione cresce. Si giunge così al momento d’iniziare a insegnare loro delle regole educative: dai due anni in poi è perfetto.

Ora vediamo quelle che sono fondamentali e che dobbiamo insegnare al nostro bambino per una corretta educazione: i bambini sono, infatti, sempre concentrati su loro stessi, non si curano degli altri e per questo è bene far loro apprendere come ci si comporta con le altre persone.

Vediamo le 5 regole principali, non per forza in ordine d’importanza, ma essenziale è farle apprendere:

  1. Insegnare a dire grazie e per favore: sono definite “paroline magiche” e sono importanti per educare il bambino al rispetto e all’apprezzamento degli altri. E’, però, importante che per primi noi genitori diamo l’esempio: per questo più pronunciamo queste parole e meglio è. Nostro figlio deve percepire che è “normale” dire queste parole, fanno parte del parlato quotidiano.
  2. Insegnare a salutare: salutare le persone che arrivano o che vanno via permette di fargli comprendere l’importanza di far sentire accolti gli altri.
  3. Insegnare a essere gentili: la buona educazione è sempre fondamentale e al primo posto sempre. Nonostante si possa litigare o ci siano bambini/persone che non ci sono simpatiche, non si reagisce mai con la violenza.
  4. Insegnare a riordinare: ogni gioco è divertente, ma quando si finisce si rimette a posto, prima di iniziare con qualunque altro gioco o attività. E, soprattutto, questo vale anche a casa di altre persone. Qui vige la buona abitudine da parte nostra, come nel primo punto, di dare noi il buon esempio per primi: la casa si riordina e ciò che si usa si rimette a posto.
  5. Insegnare il rispetto verso gli altri: è importante rispettare gli anziani, alzandoci per farli sedere, aprendogli la porta; è importante non interrompere quando gli altri parlano; è importante dire grazie quando qualcuno ci fa passare; è importante rispettare l’opinione dell’altro seppur non condivisa.

Il lavoro del genitore è difficile, ma immaginare un figlio maleducato e irrispettoso deve farci riflettere sull’importanza di tenere duro ed essere soprattutto noi per primi educati e rispettosi.

Se hai bisogno del sostegno qualificato di esperti tutor e baby sitter per affrontare i problemi educativi dei tuoi figli chiamaci senza impegno al 389 269 6411

Infografica - Le 5 regole nell'educazione dei figli

BAMBINI – BES: DEFICIT DEL LINGUAGGIO 3 ANNI

Vi è mai capitato di trovarvi al parco, oppure alla festicciola di un amichetto di vostro figlio e di pensare, osservando gli altri bambini parlare: “Mio figlio ha la sua stessa età ma non comunica così”, oppure “Mio figlio non parla così bene”?

Quasi certamente la domanda successiva che vi porrete sarà “Forse allora ha qualcosa che non va?”. State tranquilli, è assolutamente naturale e umano fare confronti: l’importante però è non allarmarsi senza motivo, ma nello stesso tempo attivarsi se necessario!

DSA E PREGIUDIZI

Cosa significa la dicitura DSA: disturbi specifici dell’apprendimento! Perfetto, ma cosa vuol dire in sostanza?  Si tratta di un disturbo legato solo ad abilità scolastiche, quali lettura, scrittura e calcolo, ma circoscritto. Spesso, infatti, chi non ha conoscenze in questo ambito e non ha mai avuto esperienze dirette  pensa che i bambini con DSA siano “affetti” da chissà quale patologia o, peggio ancora, che abbiano degli handicap o problematiche serie. Questi pregiudizi  spesso influiscono molto negativamente sulle decisioni dei genitori prese per aiutare i propri figli e sull’atteggiamento di questi bambini verso la scuola e verso tutta l’esperienza scolastica.

Quello che invece molti non sanno è che sono bambini con un funzionamento intellettivo integro, ma con difficoltà maggiori degli altri a leggere, scrivere o fare calcoli, caratteristica che li rende più vulnerabili a livello emotivo. Per questo hanno bisogno di: comprensione, affetto, tante iniezioni di autostima e professionisti in grado di attuare un percorso riabilitativo ed educativo e di aiutarli a migliorare e potenziare il loro apprendimento.

I genitori di bambini con DSA spesso si sentono spaesati, impreparati, non sanno come affrontare la situazione e pensano di superare il problema dicendo “mio figlio non ha niente, non ho bisogno di aiuto!”

E’ necessario invece attivarsi fin da subito! Non si deve pensare che sia così difficile affrontare la situazione, oppure che tutto si risolverà da solo, perché il bambino ha bisogno soltanto di strumenti semplici, che gli permetteranno di vivere al meglio la vita scolastica e di non sentirsi mai da meno degli altri. Per fortuna, oggi, la legge tutela questi bambini in tanti modi; ad esempio hanno la possibilità di utilizzare supporti da adottare a scuola.

Se le maestre consigliano un controllo specifico o notate che vostro figlio ha difficoltà particolari ad esempio nello svolgere compiti, allora non ci pensate troppo ma allo stesso tempo non preoccupatevi!  Consultate prima possibile un professionista che saprà indicarvi la via giusta e aiutare  soprattutto  vostro figlio. Soltanto conoscendo a fondo le sue difficoltà saprete fornirgli l’aiuto necessario per fargli vivere serenamente la sua esperienza scolastica.

La scuola infatti è importante non solo per imparare, ma anche per giocare e stringere amicizie: facciamo amare ai nostri figli la scuola, rendiamo loro tutto il più semplice possibile.

Torna a scuola con il piede giusto

Arriva Settembre, si torna sui banchi di scuola ed è sempre difficile ricominciare la solita routine tra ore in classe e compiti a casa, dopo giorni trascorsi senza pensieri.

Si pianifica nuovamente l’orario settimanale, cercando di trovare le soluzioni più adatte per affrontare il nuovo anno scolastico con meno preoccupazioni possibili.

Mamme e papà pensano a come il figlio si comporterà in classe e soprattutto se otterrà ottimi risultati; se sarà in grado di organizzarsi con i compiti e se affronterà l’intero anno scolastico con la giusta concentrazione.

Una buona parte dei bambini e dei ragazzi pensa invece alla noia di un altro anno trascorso sui libri e al non aver più il tempo per giocare o per dedicarsi alle attività preferite.

Le preoccupazioni aumentano invece in presenza di BES o DSA.

A maggior ragione i genitori mettono in campo tutte le loro forze a disposizione per aiutare i propri figli, molto spesso con la sensazione di essere impotenti e incapaci di trovare la strada giusta.

I bambini e i ragazzi con queste difficoltà a loro volta dimostrano ancora più ansia e svogliatezza di fronte all’inizio del nuovo anno scolastico.

Sicuramente il giusto approccio per un rientro a scuola meno traumatico  è  trovare il sostegno qualificato di esperti del campo per affrontare lo studio nel modo migliore.

Se infatti si parte con il piede giusto sia genitori che figli ne sperimenteranno  i benefici: mamme e papà saranno più sereni sapendo di essersi rivolti a docenti preparati e bambini e ragazzi si sentiranno più sicuri fin da subito e affronteranno il  nuovo anno con più serenità.

Non perdere tempo chiamaci subito e ti offriremo una consulenza gratuita specializzata  per individuare il Tutor e il percorso giusti.