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Bambini e dipendenza da videogiochi: rischi e consigli

Bambini e dipendenza da videogiochi: rischi e consigli

Un’esposizione eccessiva ai videogiochi può trasformarsi in una vera e propria dipendenza che influisce negativamente sia sulle capacità relazionali che sulla salute psicofisica del bambino.

I rischi della dipendenza sono:

  • aumento del tempo dedicato ai videogiochi a discapito di attività come studio, sport, socialità
  • aumento dell’ansia e disturbi del sonno
  • esplosioni di rabbia se il genitore decide di interrompere improvvisamente il gioco
  • aumento delle richieste di acquisto di nuovi videogiochi
  • disinteresse verso il mondo esterno che può portare alla depressione
  • frequenti mal di testa, mal di schiena, disturbi della vista.

Come possono fare i genitori per evitare l’insorgere di una futura dipendenza nei bambini?

Innanzitutto dare il buon esempio organizzando delle attività di svago e divertimento che i figli potrebbero fare con voi o con gli amici, in base ai loro interessi.

Fondamentale è stabilire un ordine di priorità nelle attività quotidiane limitando, fermamente, l’uso dei videogiochi ad un’ora al giorno.

E’ importante condividere con i figli, in modo chiaro, i rischi dell’eccessivo utilizzo di questo strumento perché i “no” assumano un senso educativo e non solo proibitivo. Il dialogo è il metodo più efficace per contenere la rabbia e la frustrazione ed accettare regole e paletti non come imposizioni ma come protezione verso comportamenti pericolosi.

Attenzione all’uso notturno dei videogiochi per non compromettere qualità e quantità di sonno che potrebbero creare irritabilità e ledere le capacità di attenzione e concentrazione durante il giorno. Meglio fare in modo che il bambino non ne abbia nella stanza per evitare che giochi la notte di nascosto.

Nell’acquisto di un videogioco verificare sempre che non ci siano contenuti violenti o aggressivi, spiegando, al bambino, l’eventuale scelta di non comprarlo.

Il tempo passato a giocare con lo schermo è un tempo sottratto alle interazioni sociali, al gioco libero e alla possibilità di far volare la fantasia spontaneamente secondo modalità non programmate: per questo è importante che il bambino lo apprezzi e lo preferisca a quello fornito dalla tecnologia.

 

I nostri tutor e le nostre babysitter, possono darti una mano con il tuo bambino anche quando tu non puoi essere presente. Chiama il 389 269 6411 per saperne di più e scoprire le offerte in corso.

5 errori comuni dei genitori nell’educazione dei figli

Il “mestiere” dei genitori non è semplice: nessuno di noi nasce tale e per questo è importante usare il buon senso, informarsi e, in alcuni casi, ricordare l’educazione ricevuta quando noi stessi eravamo bambini.

Oggi l’ambiente sociale in cui viviamo comporta, nella maggioranza dei casi, la necessità che entrambi i genitori lavorino. Le conseguenze possono essere: il minor tempo da dedicare ai figli, il senso di colpa legato a questo e la comprensibile stanchezza derivante da una giornata di lavoro.

Cosa può succedere allora quando passiamo del tempo con i nostri figli dopo che ne abbiamo poco a disposizione? Si possono mettere in atto comportamenti errati!

I figli possono vivere così esperienze poco costruttive all’interno della famiglia. Vediamo insieme quali possono essere i 5 errori che i genitori a volte commettono nella relazione con i propri figli:

  1. NON FARLI MAI PIANGERE: quando il bambino vuole qualcosa per forza e sta per piangere, oppure inizia un capriccio, i genitori tendono ad accontentarlo per mantenere la tranquillità. Invece il bambino deve imparare chi stabilisce le regole, l’importanza e il rispetto dell’autorità: lasciateli piangere quando fanno i capricci. Vi potrebbe sembrare una scelta dura, però se cederete, la volta successiva, vostro figlio manterrà o peggiorerà il suo pianto perché sa che così, prima o dopo, otterrà quello che vuole.
    Se dite di “no”, mantenetelo! Se questo “no” si trasforma poco dopo in un “sì” perderete di credibilità e autorevolezza ai suoi occhi.
  2. NON MANTENERE LE PROMESSE: a volte succede che per far star buono il bambino o chiedergli di eseguire qualcosa che vogliamo gli promettiamo un premio (un gelato, un gioco, ecc.). Quando decidiamo di attuare questo “compromesso” dobbiamo mantenere la promessa: non promettiamo se già sappiamo che non potremo mantenerla. Quest’atteggiamento incide negativamente sulla fiducia che vostro figlio vi dimostrerà: cerchiamo di evitare questi comportamenti!
  3. USARE LINGUAGGIO E COMPORTAMENTO SBAGLIATI: noi genitori siamo un modello per i nostri figli. Spesso succede che, in un momento di rabbia o in modo spontaneo, adottiamo un linguaggio e un comportamento poco adeguato nei toni e nei modi. Cerchiamo di evitarlo: è importante utilizzare sempre un linguaggio appropriato. Usiamo, invece, un linguaggio corretto ed evitiamo parole sgradevoli.
    Anche per i comportamenti che adottiamo vale lo stesso principio: dimostriamo ai bambini il valore del dialogo e dell’educazione, senza essere aggressivi e ricordiamo di cercare di essere sempre un esempio positivo per loro.
    E’ importante, inoltre, ricordare che i bambini osservano non solo il comportamento che adottiamo con loro, ma anche come ci rapportiamo con gli altri, e tenderanno poi a imitare il nostro comportamento abituale.
  4. CONSIDERARLI SEMPRE PICCOLI: nonostante i nostri figli crescano e nel tempo imparino a compiere alcune azioni che saranno in grado di svolgere anche da soli, spesso noi genitori non incoraggiamo determinate autonomie, anche nel quotidiano (vestirsi da soli, prendere i vestiti, aiutare ad apparecchiare o sparecchiare, mangiare da soli, ecc). E’ importante, invece, spronare il bambino a imparare, anche sbagliando: a volte è difficile per i genitori, perché li vediamo sempre come “i nostri piccoli”.
    Stiamo certamente loro vicino, dimostriamoci pronti ad aiutarli al bisogno, ma lasciamoli anche liberi di provare: la cosa più bella del crescere è raggiungere da soli dei progressi.
  5. AFFIDARGLI ECCESSIVE RESPONSABILITA’: questo errore è un po’ l’eccesso di quanto detto sopra. Crescere significa certamente rendere nostro figlio più autonomo, insegnandogli abilità che sarà in grado di compiere da solo: ma non esageriamo! Ricordiamoci che è pur sempre un bambino e per questo dobbiamo capire cosa potergli chiedere e cosa no. L’eccesso di responsabilità rischia di metterlo in difficoltà: deve imparare cose nuove, ma sempre nella leggerezza tipica dei bambini.

E per quando non puoi essere presente, i nostri tutor e le nostre babysitter, possono darti una mano con il tuo bambino. Chiama il 389 269 6411 per saperne di più e scoprire le offerte in corso.

Le 5 regole nell’educazione dei figli

Le 5 regole nell'educazione dei figli

Crescere ed educare i nostri bambini non è certo semplice: sono alle prese con un primogenito di appena 12 mesi per cui so bene cosa significa. I bambini sono una continua scoperta nella loro crescita: attraversano diverse fasi di sviluppo, e man mano che “fioriscono” anche il loro livello di comprensione cresce. Si giunge così al momento d’iniziare a insegnare loro delle regole educative: dai due anni in poi è perfetto.

Ora vediamo quelle che sono fondamentali e che dobbiamo insegnare al nostro bambino per una corretta educazione: i bambini sono, infatti, sempre concentrati su loro stessi, non si curano degli altri e per questo è bene far loro apprendere come ci si comporta con le altre persone.

Vediamo le 5 regole principali, non per forza in ordine d’importanza, ma essenziale è farle apprendere:

  1. Insegnare a dire grazie e per favore: sono definite “paroline magiche” e sono importanti per educare il bambino al rispetto e all’apprezzamento degli altri. E’, però, importante che per primi noi genitori diamo l’esempio: per questo più pronunciamo queste parole e meglio è. Nostro figlio deve percepire che è “normale” dire queste parole, fanno parte del parlato quotidiano.
  2. Insegnare a salutare: salutare le persone che arrivano o che vanno via permette di fargli comprendere l’importanza di far sentire accolti gli altri.
  3. Insegnare a essere gentili: la buona educazione è sempre fondamentale e al primo posto sempre. Nonostante si possa litigare o ci siano bambini/persone che non ci sono simpatiche, non si reagisce mai con la violenza.
  4. Insegnare a riordinare: ogni gioco è divertente, ma quando si finisce si rimette a posto, prima di iniziare con qualunque altro gioco o attività. E, soprattutto, questo vale anche a casa di altre persone. Qui vige la buona abitudine da parte nostra, come nel primo punto, di dare noi il buon esempio per primi: la casa si riordina e ciò che si usa si rimette a posto.
  5. Insegnare il rispetto verso gli altri: è importante rispettare gli anziani, alzandoci per farli sedere, aprendogli la porta; è importante non interrompere quando gli altri parlano; è importante dire grazie quando qualcuno ci fa passare; è importante rispettare l’opinione dell’altro seppur non condivisa.

Il lavoro del genitore è difficile, ma immaginare un figlio maleducato e irrispettoso deve farci riflettere sull’importanza di tenere duro ed essere soprattutto noi per primi educati e rispettosi.

Se hai bisogno del sostegno qualificato di esperti tutor e baby sitter per affrontare i problemi educativi dei tuoi figli chiamaci senza impegno al 389 269 6411

Infografica - Le 5 regole nell'educazione dei figli