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Come affrontare il passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria di primo grado (dalle elementari alle medie)

Passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria di primo grado (dalle elementari alle medie)

Il passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria di primo grado rappresenta un cambiamento notevole per tutta la famiglia in quanto sia il figlio che i genitori possono provare sentimenti ambivalenti: emozione, soddisfazione ma anche agitazione per la fine di una situazione nota e l’inizio di una sicuramente incerta.

Inoltre non va sottovalutata la fase di crescita fisiologica di un ragazzo, sia nella vita che nella scuola, che combacia con questo momento di transizione e che porta con sé confusione e paura di affrontare un mondo sconosciuto con strumenti completamente nuovi.

Nulla di cui preoccuparsi! Bastano alcuni accorgimenti perché questo momento di transizione sia il più indolore possibile per tutti.

Innanzitutto è importante che i genitori siano empatici verso i sentimenti del figlio, ascoltandolo senza sottovalutare ciò che sente, condividendo il proprio vissuto con un racconto su come si era affrontato questo momento, per fargli capire che è normale ciò che prova.

Bisogna essere sinceri sul fatto che ci si dovrà inserire in un ambiente nuovo, con nuovi insegnanti e, magari, nuovi compagni e, quindi, è necessario più impegno rispetto alla scuola primaria. Dal punto di vista didattico, poi, sarà richiesto uno sforzo maggiore perché le materie da studiare aumenteranno e gli insegnanti avranno delle aspettative più alte rispetto alle maestre.

Niente paura! Basterà avere un buon metodo di studio, un buon livello di organizzazione ed autonomia personale per non rischiare di passare tutto il pomeriggio a studiare, togliendo spazio al tempo libero. Inoltre non dimenticare che si è anche più grandi rispetto alla primaria e, quindi, maggiormente in grado di affrontare situazioni complicate.

Utile sarebbe coinvolgerlo, con entusiasmo, nella preparazione del nuovo materiale scolastico: l’acquisto di un nuovo zaino, penne, quaderni lo renderebbe già protagonista di questa avventura.

Parlare delle scuole medie in modo positivo, come un passaggio scolastico piacevole se affrontato con serenità, trasmettere al proprio figlio fiducia nelle sue capacità e nei nuovi insegnanti aiuterà il ragazzo a capire che l’impegno che questa fase scolastica richiede è fondamentale per le future scelte di studio e di vita.

 

I nostri docenti e i nostri tutor possono aiutare tuo figlio ad acquisire il proprio metodo studio e affiancarlo durante il percorso scolastico per garantire un miglior rendimento in interrogazioni ed esami. Chiamaci al 389 269 6411 per avere maggiori informazioni su ripetizioni a domicilio e aiuto compiti. Operiamo in tutta Roma.

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Consigli per i genitori che devono gestire un figlio DSA

Davanti ad una diagnosi di DSA è normale che un genitore possa sentirsi smarrito e preoccupato. L’importante è avere subito chiaro che i DSA non sono patologie da curare ma disturbi su abilità specifiche dell’apprendimento, legati al calcolo e/o alla letto-scrittura, da gestire al meglio, principalmente, all’interno della famiglia.

Di seguito alcuni consigli dedicati a genitori con figli con DSA:

  • Non colpevolizzarsi se, inizialmente, si è scambiato un DSA con la pigrizia nello studio: i genitori non sono medici, ad ognuno le proprie competenze!
  • Parlare con il proprio figlio per capire come vive la situazione di DSA, usando sempre il termine particolarità e mai problema; risaltare sempre le sue capacità piuttosto che le sue difficoltà.
  • Enfatizzare le attività in cui eccelle specificando che queste possono compensare le lacune.
  • Imparare a gestire eventuali scatti di umore, a cui possono andare incontro persone con DSA, dovuti alla frustrazione di sentirsi diversi ed al timore di non riuscire nella vita.
  • Lavorare sia sull’autonomia personale scandendo le incombenze quotidiane: apparecchiare, sistemare la stanza, che su quella didattica: organizzare il materiale utile allo svolgimento dei compiti, scandire il tempo di studio e quello di riposo.
  • Il gioco è uno strumento utilissimo! L’uso di carte o giochi da tavolo sviluppa la concentrazione e mantiene l’attenzione alta; l’uso del pongo sviluppa la manualità fine; l’uso di canzoncine e filastrocche fin da piccoli allena la memoria.
  • Fornire alla scuola tutta la documentazione perché vengano attivate tutte le indicazioni a tutela del diritto allo studio per alunni DSA, secondo la legge 170/2010. Organizzare incontri periodici con il personale scolastico monitorando che l’andamento della didattica rispecchi i bisogni del proprio figlio, senza temere di far presenti eventuali perplessità.
  • Non isolarsi ma tenersi sempre aggiornati sull’argomento DSA attraverso forum, siti web certificati, convegni sul tema.

L’impegno di un figlio con DSA è sfidante ma racchiude un mondo fatto di creatività ed ingegno da cui imparare reciprocamente.

 

I nostri tutor altamente preparati e specializzati nella didattica per sostegno BES e DSA possono aiutare tuo figlio.
Chiamaci al 389 269 6411 per avere maggiori informazioni.

Come superare il panico da interrogazione

Come superare il panico da interrogazione

Forti mal di pancia, nodo alla gola e mal di testa appena il professore pronuncia il tuo nome. Non importa quanto tu abbia studiato o ti senta preparato: non solo il momento dell’interrogazione diventa un vero e proprio incubo, ma non riuscendo a dire nulla, la valutazione è addirittura negativa!

Il “panico da interrogazione” è uno dei problemi più frequenti che si incontrano durante il percorso scolastico e colpisce tanto i bambini delle elementari quanto gli studenti universitari. A volte è così profondo che gli altri fanno fatica ad accorgersene. Tirare fuori il problema e parlarne con una persona di fiducia è il primo passo per superare questa difficoltà.

Il primo appiglio fondamentale che può aiutare a uscire da questa situazione sono i compagni. Quando compare il panico da interrogazione, ci sembra che tutti gli occhi siano puntati su di noi… invece non è così! La maggior parte della classe ne starà approfittando per farsi gli affari suoi, mentre magari sarà proprio l’amico più fidato, che si è accorto del problema, a interessarsi e aspettare uno scambio di sguardi per darci un po’ di fiducia o lanciarci un suggerimento volante.

Attenzione: se il problema diventa insormontabile e non si risolve dopo qualche settimana, potrebbe essere arrivato il momento di parlarne prima con i propri genitori e poi insieme ai professori. Nessun professore vuole mettere in difficoltà uno studente e insieme si possono trovare delle strategie per venirsi incontro in questo momento difficile come istituire interrogazioni programmate, a tu per tu, e affiancare un tutor a casa che possa sbloccarci e farci sentire più sicuri durante le verifiche.

 

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Prime interrogazioni, 5 regole per fare colpo sul Prof.

Prime interrogazioni, 5 regole per fare colpo sul Prof.

Ogni studente vorrebbe iniziare la scuola con il piede giusto e fare una bella impressione sui professori. Facile a dirsi, ma a volte questi “buoni propositi” sono difficili da mettere in pratica. Eppure, basta seguire delle piccole accortezze per guadagnare da subito un posto speciale sul registro di ogni professore:

  1. STUDIARE
    C’è poco da fare: possiamo usare tutte le strategie del mondo, ma se non abbiamo aperto libro, l’interrogazione andrà male. Studiare almeno due ore prima di ogni verifica è indispensabile.
  2. PROPORSI COME VOLONTARIO
    I professori apprezzano sempre gli studenti che si propongono come volontari: sapere che c’è qualcuno che ha voglia di ripetere la lezione assegnata per casa li rende soddisfatti e allo stesso tempo, li toglie dal ruolo di “cattivi” pronti a pizzicare gli impreparati.
  3. DIMOSTRARE INTERESSE
    Alla prima domanda del professore, che sia il famoso “argomento a piacere” o una tematica precisa, iniziare subito raccontando perché ci ha interessato quella parte e cosa ci ha particolarmente colpito, dimostrando un reale interesse per la materia.
  4. MOSTRARSI SICURI
    Anche l’atteggiamento corporeo fa la sua parte: spalle aperte, testa alta e sguardo occhi negli occhi con il prof. sono dei segnali che dimostreranno la padronanza della materia. Certo, non è assolutamente facile! Meglio esercitarsi prima a casa con una persona più familiare che incuta meno timore.
  5. SAPERE DI NON SAPERE
    Per quanto si possa aver studiato, c’è sempre l’argomento che non sappiamo. La prima cosa da fare è mantenere la calma e iniziare a cercare nella nostra memoria un appiglio a qualcosa di simile, per poi portare la risposta verso un argomento che conosciamo meglio.

L’importante è non fare mai e poi mai scena muta: se hai studiato, puoi rispondere a tutto.

 

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5 cose da fare prima dell’inizio della scuola

5 cose da fare prima dell'inizio della scuola

Settembre è un mese complesso per ogni famiglia: si torna dalle vacanze, si disfano le valige, un’occhiata al calendario e… la scuola sta per iniziare! Come affrontare questo momento così delicato senza stressarsi troppo?

Ecco 5 utili consigli per non farsi trovare impreparati il primo giorno di scuola.

1. Comprare senza esagerare
Il primo impulso che avrete sarà quello di entrare in una cartoleria e svaligiarla di gomme, temperini, squadre, compassi e quaderni di ogni tipo e dimensione. Il consiglio è quello di non esagerare con lo “shopping” e aspettare che siano i professori a informare i vostri figli sul materiale da comprare.

2. Fare un salto a scuola
Prendere la lista dei libri (ordinandoli comunque dopo l’approvazione dei professori), controllare gli orari d’ingresso della prima settimana di scuola e ritirare il libretto delle giustificazioni vi aiuterà a stare tranquilli su tutte le questioni più burocratiche.

3. Controllare i compiti per le vacanze
Anche se vostro figlio vi assicura di averli fatti assolutamente tutti, sempre meglio dare un’occhiata ai compiti per le vacanze: nel caso in cui mancasse qualcosa, avrete il tempo di recuperarla insieme nelle prime settimane di settembre.

4. Cercare attività extra-scolastiche
Un giro con tutta la famiglia tra palestre e associazioni di zona vi aiuterà a trovare qualcosa che interessi e aiuti vostro figlio a “staccare” dallo studio per qualche ora durante la settimana.

5. Parlare insieme
Ogni ragazzo o bambino che inizia un nuovo anno di scuola ha le sue ansie e paure. Ritagliatevi un momento per parlare con lui di ciò che lo spaventa e rassicuratelo sul fatto che se avrà bisogno di aiuto, potrà sempre contare su di voi.

Aiuta tuo figlio ad affrontare i primi giorni di scuola, un bel ripasso con i nostri Tutor o un aiuto compiti direttamente a casa tua può alleviare lo stress del rientro scolastico. Chiama il 389 269 6411 per maggiori informazioni

5 trucchi per migliorare la memoria

5 trucchi per migliorare la memoria

La memoria è la nostra “arma” vincente per apprendere e ricordare ciò che leggiamo. La buona notizia è che possiamo migliorarla costantemente: il nostro cervello infatti non rimane statico, ma si modifica ogni volta che memorizziamo.

Esistono alcune tecniche, per così dire, che permettono proprio di migliorare la nostra memoria.

Oggi vi riporto 5 trucchi utili:

  1. compiere associazioni attraverso immagini: è una delle tecniche comunemente più utilizzate. Consiste nell’associare l’informazione da apprendere con un’immagine familiare che ci aiuterà a ricordare;
  2. riposare: alcuni studi hanno dimostrato che esiste un nesso tra il sonno e la memoria. Non è solo fondamentale riposare bene durante la notte, ma anche concedersi una “pennichella” durante il giorno. Sembra infatti che riposare migliori le capacità della nostra mente di memorizzare. In particolare, uno studio della NASA sembra aver dimostrato l’importanza del riposino pomeridiano;
  3. esercitare la memoria: ci sono dei giochi che aiutano a migliorare la nostra memoria. In particolare quelli enigmistici, come cruciverba e sudoku, attivano le nostre capacità cerebrali e facilitano nel tempo la capacità di apprendere nozioni diverse tra loro;
  4. tecnica “Locus loci”: è una tecnica antica, dei tempi di Cicerone. Il termine latino significa “luogo”, proprio perché per prima cosa è necessario pensare a un luogo a noi molto familiare con punti di riferimento specifici (la nostra casa, un percorso che conosciamo benissimo, ecc). Una volta pensato a questo posto, il passaggio successivo sarà associare le informazioni da memorizzare a questi punti. Così quando si dovranno ripetere i concetti, pensando ai punti chiave associati, sarà facile il ricordo. Ovviamente, per questa tecnica, è importante l’immaginazione;
  5. studiare in modo intelligente: quando studiamo, per massimizzare le nostre capacità mnemoniche, dobbiamo organizzare il tempo di studio. Non è produttivo studiare ininterrottamente per ore e ore; è bene, invece, scandire il tempo in tot. minuti (circa 30’) seguiti da una breve pausa, per permettere al nostro cervello di riposare e immagazzinare quanto appreso fino a quel momento. Studiare senza pause stancherà la nostra mente e aumenterà il tempo necessario per l’apprendimento.

In conclusione apprendere, conoscere e ricordare può diventare più semplice: dobbiamo solo trovare il modo giusto per farlo.

I nostri docenti e i nostri tutor possono aiutare i tuoi figli ad acquisire la propria tecnica di memorizzazione, il proprio metodo studio e affiancarli durante il percorso scolastico per garantire un miglior rendimento. Chiamaci al 389 269 6411 per avere maggiori informazioni. Operiamo a domicilio in tutta Roma.

Come aiutare mio figlio a scegliere il percorso formativo più adatto dopo la scuola media?

Scelta percorso formativo dopo la scuola media

La domanda posta nel titolo indica il quesito che i genitori si pongono quando il proprio figlio si trova a dover scegliere il suo percorso formativo terminata la scuola media. In genere la domanda si pone in III media, quando il “ragazzo” è obbligato a scegliere fra diversi indirizzi di studio, anche molto differenti tra loro. Il punto importante è non lasciarlo solo nella scelta: è giusto dire “Deve scegliere lui la scuola che gli piace di più”, ma è altrettanto indispensabile condividere con lui dubbi, domande, riflessioni e consigli.

Oggi le scuole superiori sono diverse da prima: sono infatti sorti nuovi indirizzi di studio più specifici, con materie più approfondite e specializzate. E’ per questo importante che nostro figlio sia ben informato sulle caratteristiche e sulle differenze specifiche di ogni percorso di studio, che noi lo accompagniamo anche nella curiosità di vedere gli istituti e nel chiedere informazioni a riguardo. Ci sono, infatti, i famosi “open day” nelle scuole, giorni organizzati proprio per far conoscere l’istituto ai potenziali nuovi alunni.

Non basiamoci solo su quello che ci dicono gli altri genitori, o su quello che noi vorremmo per i nostri figli: le aspettative nei loro confronti sono sempre alte, tuttavia non appesantiamo ulteriormente i loro dubbi.

Anche la scuola da loro frequentata può guidarci nella scelta: parliamo con gli insegnanti che lo conoscono bene sotto il profilo didattico. Chiediamo loro consigli riguardo a quale indirizzo potrebbe essere più incline il ragazzo: materie scientifiche, materie umanistiche, materie tecniche o anche tutte?

I consigli certo sono sempre ben accetti, ma soprattutto ascoltiamo nostro figlio e rispettiamo le sue idee, in modo che si senta sereno nella scelta e sappia che comunque i genitori lo sostengono sempre.

Un ultimo punto che vorrei sottolineare è, piuttosto, un consiglio che vorrei offrire ai genitori: spesso, proprio in virtù delle ottime capacità di nostro figlio, guardiamo scuole impegnative e difficili, sperando che lui le scelga o invogliandolo a farlo. Comprendo benissimo il vostro pensiero però vorrei anche farvi riflettere sulla possibilità che questa scelta si possa trasformare in anni di stress, frustrazioni e abbassamento dell’autostima. In alcuni casi è forse meglio una scuola meno impegnativa, ma che permetta al ragazzo di studiare e vivere l’esperienza scolastica con serenità. Proprio questa tranquillità potrebbe, infatti, invogliarlo successivamente a proseguire il percorso di studi anche all’università.

Se invece non avrà proprio voglia di studiare, si accompagnerà verso il mondo del lavoro, anche in questo caso con possibili percorsi di formazione utili alle sue scelte: ma per questo avete ancora tempo.

In questa delicata fase formativa di tuo figlio, puoi chiedere una mano ai nostri Tutor per aiutarlo a scegliere il percorso scolastico migliore. Chiamaci al 389 269 6411 per avere maggiori informazioni.

Comunicazione madri – figli: adolescenti a scuola

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Arrivare alle scuole superiori è un traguardo importante: i “bambini” ora si sentono grandi, frequentano la scuola dei grandi, e tutto cambia! Sono nel pieno dell’adolescenza, una fase critica, che mette a dura prova i genitori, soprattutto le mamme, che vedono sempre i loro figli piccoli e bisognosi di cure.

L’adolescenza si sa, è un periodo pieno di litigi per uscire quando si vuole, tornare all’orario che si vuole, avere meno regole possibili. Se a questo si aggiunge l’impegno scolastico, che ora è molto più importante, si crea un cocktail difficile: bisogna far conciliare e far comprendere la responsabilità dei compiti e la voglia di svago, e questo non è sempre semplice.

Il problema che si crea è caratterizzato spesso da incomprensioni e dai “no” che ricevono i ragazzi dai noi genitori e che non accettano. Mi ricordo quando ero anch’io una liceale, quante volte avrei voluto fare cose che mi sono state negate, per motivi che quando sei giovane non comprendi, perché ti senti forte, ti senti sicuro, pensi di potere e riuscire a superare qualunque cosa. Non si vedono i pericoli: questa è la verità!

Allora che fare? Sicuramente non si deve cedere, per lo meno non sempre: gli adolescenti hanno bisogno di far valere la loro identità e combattono strenuamente per questo. Devono capire che le regole esistono e vanno rispettate, siamo noi genitori a decidere, noi dettiamo le regole. Detto questo, la soluzione è COMUNICARE BENE: non esistono i “no” a prescindere. I No devono essere motivati: che poi loro non siano d’accordo è un’altra questione, ma bisogna parlare sempre e spiegare le proprie ragioni. D’altro canto, però, non si deve sempre nemmeno dire di no, sempre che i nostri figli non ci chiedano cose pericolose: troviamo magari un compromesso che vada bene a entrambi. La cosa importante, tuttavia, è che se alla fine noi decidiamo per il no, manteniamo il no: questo è fondamentale per stabilire il rispetto e chi comanda.

A livello scolastico, premiamo sempre i buoni voti, aiutiamoli a migliorare sempre, e se hanno momenti di difficoltà o mancanza di voglia di studiare, stiamo loro vicino e cerchiamo di comprendere cosa passa loro per la testa. Noi mamme abbiamo sempre una marcia in più con i nostri figli, un legame e un’empatia maggiore, fin da quando sono piccoli: sfruttiamola! I figli adolescenti a una certa età non si aprono, ci vedono solo come mamme. Facciamo, invece, in modo, che si sentano sempre sicuri di poterci dire tutto, perché non li giudicheremo, ma li sosterremo: siamo sempre dalla loro parte.

La scuola superiore è una fase importante, l’ultima prima della maggiore età: aiutiamo i nostri figli a viverla con spensieratezza, ma sempre con coscienza.

Per aiutare tuo figlio, in questa delicata fase dello sviluppo, puoi chiedere una mano ai nostri Tutor. Chiama il 389 269 6411 per una consulenza gratuita

Esame di maturità: come funziona?

Esame di maturità: come funziona?

Ogni volta che sento “esame di maturità”, un brivido mi passa lungo la schiena: ricordo ancora l’ansia e la paura che avevo nell’attesa e nell’affrontarlo. Non ho mai sentito nessuno non ricordarlo con queste emozioni. E’, comunque, senz’altro un esame fattibile, la conclusione di tutto il percorso scolastico: certo, sembra facile dirlo a posteriori, però basta impegnarsi e studiare.

Ora vorrei spiegarvi, nella sostanza, in cosa consiste e come funziona questo esame, così da poter eliminare eventuali dubbi in merito.

Iniziamo con il dire che si tratta in tutto di 4 prove, le prime due proposte dal ministero, la terza decisa dalla commissione :

  1. PRIMA PROVA SCRITTA: durata di 6 ore con utilizzo de vocabolario. E’ caratterizzata da un tema, per comprendere il livello di conoscenza della lingua italiana dell’alunno. In genere, si può scegliere tra 4 tracce:
    1. un testo da analizzare e commentare
    2. un saggio breve o un articolo di giornale su argomenti di vario genere (storico, letterario, ecc)
    3. una argomento di carattere storico da sviluppare
    4. un tema di attualità
  2. SECONDA PROVA SCRITTA: questa dipende dall’indirizzo, così come il tempo a disposizione per svolgerla. Può trattarsi di una versione di greco o latino per il classico, di matematica per lo scientifico, e di materie specifiche per i diversi istituti tecnici.
  3. TERZA PROVA SCRITTA: questa prova ha lo scopo di accertare le conoscenze degli studenti nell’ultimo anno. L’impostazione e la trattazione sono decise dalla commissione d’esame: loro decidono le materie, le domande, la tipologia delle risposte (aperte, a scelta multipla, o entrambe), e il tempo che gli studenti avranno a disposizione.
  4. PROVA ORALE: è l’ultima prova ed è considerata quella più ansiosa, perché il maturando è solo di fronte alla commissione, composta sia di professori interni sia di professori esterni, che quindi non sanno nulla del suo percorso e lo conoscono per la prima volta. Consiste in un’interrogazione su tutte le materie dell’ultimo anno e, in genere si distingue in 3 momenti:
    1. esposizione della tesina preparata dallo studente su un argomento a scelta cui collegare le materie principali del proprio percorso di studi
    2. domande dei professori
    3. discussione sulle prove scritte

Per ogni scritto lo studente potrà ottenere un massimo di 15 punti, mentre per la prova orale il punteggio massimo sarà di 30.

A questi punteggi andranno aggiunti:

  • Credito scolastico
  • Eventuale bonus di 5 punti che la commissione può decidere di assegnare a studenti meritevoli per l’esame svolto.

Spero di essere stata esaustiva sull’argomento: ora sapete tutto ciò che vi occorre per prepararvi al meglio, o per aiutare i vostri figli a essere pronti. L’importante è non farsi prendere dal panico: l’ansia è assolutamente normale, ma affrontatelo con più calma possibile.

In bocca al lupo!! (Crepi il lupo)

Per prepararti al meglio puoi chiedere una mano ai nostri Tutor. Chiama il 389 269 6411 per una consulenza gratuita

Scuola – genitori: un’alleanza fondamentale

È sempre più comune tra i genitori l’abitudine a contestare gran parte delle decisioni che vengono prese dal corpo docente e dall’istituto scolastico e commentare i comportamenti dell’insegnante davanti ai propri figli, senza limitarsi nelle critiche negative.

Nel momento in cui i genitori scelgono la scuola per i propri figli, sulla base di valutazioni fatte per affidare i bambini e i ragazzi all’istituto ritenuto più idoneo,  si presuppone che ci siano quelle fondamentali intenzioni per instaurare anche un rapporto costruttivo con la scuola stessa e con l’insegnante, per creare quella coalizione scuola-famiglia, cruciale per una sana crescita del bambino e del ragazzo.

Soprattutto per i bambini  della Scuola Primaria la figura dell’insegnante rappresenta un punto  di riferimento importante, quasi quanto quello dei genitori e della famiglia in generale. È infatti tra i banchi di scuola che il bambino passa la maggior parte delle sue giornate e vive molte delle sue esperienze di vita più significative.

La condivisione tra scuola e famiglia degli obiettivi educativi rappresenta l’ingrediente fondamentale per la serenità del bambino e nel momento in cui genitori e insegnanti non camminano nella stessa direzione il bambino si sente perso.

Soprattutto quando il genitore entra in contrasto diretto con l’insegnante, arrivando addirittura a denigrare questa figura davanti al proprio figlio, il bambino è destabilizzato e vede vacillare i suoi punti di riferimento.

Sicuramente ci saranno delle occasioni in cui la scuola o l’insegnante prendono decisioni con le quali il genitore può non essere d’accordo, ma qual è l’atteggiamento costruttivo da assumere? Parlare direttamente con il responsabile o con l’insegnante, affrontare confrontandosi i vari punti di vista, palesare i propri dubbi e trovare insieme delle risposte, venendosi anche incontro rappresenta l’arma vincente.

Se ognuno disegnasse a suo piacimento le regole non si riuscirebbe mai a trovare delle decisioni che vadano bene per tutti, ognuno ha le proprie esigenze, quindi bisogna anche adeguarsi a determinate regole e accettarle serenamente. Anche in questo modo si potrà dare il buon esempio ai propri figli.

Tutti possono sbagliare ma con il confronto si troverà la strada comune da seguire nel difficile compito educativo e si creerà quell’alleanza che avrà come obiettivo comune  la stabilità, la sicurezza e la serenità dei bambini e dei ragazzi nella fase più delicata della loro vita.