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I bambini e lo sport: qual è quello più giusto?

Bambini e sport, nuoto

Siamo tutti d’accordo nell’affermare quanto lo sport faccia bene alla salute di tutti, compresi i bambini: anzi, iniziare lo sport sin da piccoli è un presupposto ottimo sia per il divertimento sia per lo sviluppo adeguato del corpo, a livello scheletrico e muscolare. Inoltre, non meno importante, favorisce l’autostima, la socializzazione e il metabolismo. Quest’ultimo punto è, a mio avviso, interessante da sottolineare: i bambini, infatti, secondo alcune ricerche, tendono a vivere una vita sedentaria, a letto, a scuola, davanti alla tv o al cellulare, con un conseguente rischio di sovrappeso. Invece, iniziare uno sport dall’età prescolare permette al bambino di strutturare una buona muscolatura, in un’ età nella quale si sta sviluppando la coordinazione, l’equilibrio e la resistenza. Questo, inoltre, lo aiuterà anche in età adulta, se vorrà riprendere l’attività sportiva: avrà già ottime basi di partenza.

Mi sono voluta dilungare sui benefici dello sport proprio per far capire, a noi genitori, quanto sia importante per i nostri figli, e che farglielo praticare, se svolto in maniera adeguata, porterà unicamente a benefici.

Sono sicura che, di fronte ai tanti sport possibili, la domanda classica che ci si pone è: ma quale sport è meglio per mio figlio? La risposta a questa domanda, in realtà, include diverse possibilità, che ora vediamo insieme:

  • quando sono piccoli, lo sport che in genere è indicato come migliore è il nuoto, perché definito completo, tanto che si può iniziare sin dai primi mesi di vita: permette il movimento di tutto il corpo, sviluppando la coordinazione e un fisico armonioso;
  • la ginnastica, come il nuoto, è considerato uno sport ottimo e completo: anch’esso facilita uno sviluppo fisico ottimo, a livello muscolare e scheletrico. Inoltre, favorisce autostima e sicurezza in se stessi. Si può iniziare a far praticare sin dai 5 anni: in età ancora inferiore, il bambino può iniziare a prendere confidenza con laboratori di psicomotricità;
  • a seguire, sono consigliati, in età più grande, dai 6 anni in poi, sport quali atletica, calcio, pallavolo, basket, tennis, judo, ecc. Gli sport di squadra sono importanti, perché permettono di comprendere proprio lo spirito di squadra: il rispetto di se’, degli altri e delle regole.

Non ci sono mai controindicazioni allo sport, ma è necessario che noi genitori monitoriamo, per così dire, l’attività svolta: è vero, mentre i nostri figli sono lì ad allenarsi, possiamo avere “un attimo per noi”, come fare la spesa, sbrigare commissioni, o anche solo sedersi in tranquillità a prendere un caffè. Tuttavia, è necessario verificare che l’attività svolta non sia ripetitiva, che si faccia davvero lo sport, che nostro figlio si diverta. Qualunque dubbio o perplessità è importante condividerlo con l’allenatore: una figura di riferimento per nostro figlio, perché con lui si crea un rapporto di fiducia e relazione.

In conclusione, per i nostri figli vale quello che vale per noi adulti: movimento, alimentazione sana e svago/divertimento.

Vi lascio con un’ultima riflessione, non meno rilevante: qualunque sia lo sport intrapreso da nostro figlio, è importante che sia lui a decidere: non costringiamolo a fare ciò che piace a noi o che avremmo voluto fare noi. I consigli sono opportuni, ma dev’essere un divertimento e un piacere fare sport. Potremmo permettergli, quando è piccolo, di provare più discipline diverse, in modo da consentirgli di farsi un’idea più chiara e scegliere in modo più giudizioso.

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