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Come strutturare la tesina della maturità

Il primo passo fondamentale quando ci si prepara a scrivere la tesina è senza dubbio scegliere l’argomento. Le condizioni essenziali sono che:

  1. Ci deve innanzitutto piacere;
  2. In secondo luogo deve essere originale;
  3. Deve ben collegarsi alle materie;
  4. Deve essere originale.

Una volta scelto l’argomento, il secondo passo è trovare i collegamenti tra le varie materie. Questi possiamo trovarli:

  1. Sui libri;
  2. Tramite ricerche internet.

Non è obbligatorio collegare tutte le materie, anzi, è importante dare fluidità alla tesina, senza arrivare a forzature nei collegamenti.

E’ opportuno, per tenere ben presente tutti i passaggi, creare una mappa concettuale con al centro l’argomento scelto e intorno tutte le materie collegate, ognuna con un titolo del suo contenuto. In questo modo, quando andremo a scrivere la nostra tesina, avremo già una scaletta pronta.

I punti salienti per strutturare la tesina sono:

  1. INTRODUZIONE: prima di tutto introduciamo l’argomento scelto, il motivo per il quale abbiamo pensato proprio a questo e quali sono le materie che intendiamo approfondire, riportando una breve descrizione di ognuna;
  2. PARTE CENTRALE: qui si riportano tutte le materie. Si possono dividere in capitoli, così da creare un testo ordinato. L’importante è che ci sia fluidità nel discorso passando da una materia all’altra;
  3. CONCLUSIONE: in questa parte si dovrà fare il punto di tutta la tesina svolta. E’ una parte da non sottovalutare perché si riportano le proprie considerazioni in merito al lavoro svolto. Dev’essere scritta con riflessione e può terminare con commenti personali relativi al proprio lavoro.

In ultimo, ma non meno importante, è ricordarsi di scrivere in maniera chiara, corretta e prestando attenzione anche all’impaginazione: è bene mettere una bella immagine di copertina, attinente all’argomento scelto, e inserire anche all’interno della tesina delle foto.

La mappa concettuale di cui ho parlato sopra si può anche portare al colloquio orale, presentandola alla commissione, così da poterla utilizzare come nostra scaletta e non rischiare così di dimenticare qualcosa.

Sembra difficile riuscire a scrivere una tesina valida e originale, ma non è così: l’importante è riflettere sempre prima di scrivere e non lavorarci all’ultimo momento.

In bocca al lupo! (Crepi il lupo!)

Per la preparazione delle prove orali o delle prove scritte degli esami di maturità, per ripassare le materie d’esame o per un aiuto nella stesura della tesina di maturità puoi chiedere una mano ai nostri Tutor. HomeWork fornisce ripetizioni a domicilio in tutta Roma per tutte le materie d’esame, chiama il 389 269 6411 per avere maggiori informazioni.

5 trucchi per migliorare la memoria

5 trucchi per migliorare la memoria

La memoria è la nostra “arma” vincente per apprendere e ricordare ciò che leggiamo. La buona notizia è che possiamo migliorarla costantemente: il nostro cervello infatti non rimane statico, ma si modifica ogni volta che memorizziamo.

Esistono alcune tecniche, per così dire, che permettono proprio di migliorare la nostra memoria.

Oggi vi riporto 5 trucchi utili:

  1. compiere associazioni attraverso immagini: è una delle tecniche comunemente più utilizzate. Consiste nell’associare l’informazione da apprendere con un’immagine familiare che ci aiuterà a ricordare;
  2. riposare: alcuni studi hanno dimostrato che esiste un nesso tra il sonno e la memoria. Non è solo fondamentale riposare bene durante la notte, ma anche concedersi una “pennichella” durante il giorno. Sembra infatti che riposare migliori le capacità della nostra mente di memorizzare. In particolare, uno studio della NASA sembra aver dimostrato l’importanza del riposino pomeridiano;
  3. esercitare la memoria: ci sono dei giochi che aiutano a migliorare la nostra memoria. In particolare quelli enigmistici, come cruciverba e sudoku, attivano le nostre capacità cerebrali e facilitano nel tempo la capacità di apprendere nozioni diverse tra loro;
  4. tecnica “Locus loci”: è una tecnica antica, dei tempi di Cicerone. Il termine latino significa “luogo”, proprio perché per prima cosa è necessario pensare a un luogo a noi molto familiare con punti di riferimento specifici (la nostra casa, un percorso che conosciamo benissimo, ecc). Una volta pensato a questo posto, il passaggio successivo sarà associare le informazioni da memorizzare a questi punti. Così quando si dovranno ripetere i concetti, pensando ai punti chiave associati, sarà facile il ricordo. Ovviamente, per questa tecnica, è importante l’immaginazione;
  5. studiare in modo intelligente: quando studiamo, per massimizzare le nostre capacità mnemoniche, dobbiamo organizzare il tempo di studio. Non è produttivo studiare ininterrottamente per ore e ore; è bene, invece, scandire il tempo in tot. minuti (circa 30’) seguiti da una breve pausa, per permettere al nostro cervello di riposare e immagazzinare quanto appreso fino a quel momento. Studiare senza pause stancherà la nostra mente e aumenterà il tempo necessario per l’apprendimento.

In conclusione apprendere, conoscere e ricordare può diventare più semplice: dobbiamo solo trovare il modo giusto per farlo.

I nostri docenti e i nostri tutor possono aiutare i tuoi figli ad acquisire la propria tecnica di memorizzazione, il proprio metodo studio e affiancarli durante il percorso scolastico per garantire un miglior rendimento. Chiamaci al 389 269 6411 per avere maggiori informazioni. Operiamo a domicilio in tutta Roma.

Come aiutare mio figlio a scegliere il percorso formativo più adatto dopo la scuola media?

Scelta percorso formativo dopo la scuola media

La domanda posta nel titolo indica il quesito che i genitori si pongono quando il proprio figlio si trova a dover scegliere il suo percorso formativo terminata la scuola media. In genere la domanda si pone in III media, quando il “ragazzo” è obbligato a scegliere fra diversi indirizzi di studio, anche molto differenti tra loro. Il punto importante è non lasciarlo solo nella scelta: è giusto dire “Deve scegliere lui la scuola che gli piace di più”, ma è altrettanto indispensabile condividere con lui dubbi, domande, riflessioni e consigli.

Oggi le scuole superiori sono diverse da prima: sono infatti sorti nuovi indirizzi di studio più specifici, con materie più approfondite e specializzate. E’ per questo importante che nostro figlio sia ben informato sulle caratteristiche e sulle differenze specifiche di ogni percorso di studio, che noi lo accompagniamo anche nella curiosità di vedere gli istituti e nel chiedere informazioni a riguardo. Ci sono, infatti, i famosi “open day” nelle scuole, giorni organizzati proprio per far conoscere l’istituto ai potenziali nuovi alunni.

Non basiamoci solo su quello che ci dicono gli altri genitori, o su quello che noi vorremmo per i nostri figli: le aspettative nei loro confronti sono sempre alte, tuttavia non appesantiamo ulteriormente i loro dubbi.

Anche la scuola da loro frequentata può guidarci nella scelta: parliamo con gli insegnanti che lo conoscono bene sotto il profilo didattico. Chiediamo loro consigli riguardo a quale indirizzo potrebbe essere più incline il ragazzo: materie scientifiche, materie umanistiche, materie tecniche o anche tutte?

I consigli certo sono sempre ben accetti, ma soprattutto ascoltiamo nostro figlio e rispettiamo le sue idee, in modo che si senta sereno nella scelta e sappia che comunque i genitori lo sostengono sempre.

Un ultimo punto che vorrei sottolineare è, piuttosto, un consiglio che vorrei offrire ai genitori: spesso, proprio in virtù delle ottime capacità di nostro figlio, guardiamo scuole impegnative e difficili, sperando che lui le scelga o invogliandolo a farlo. Comprendo benissimo il vostro pensiero però vorrei anche farvi riflettere sulla possibilità che questa scelta si possa trasformare in anni di stress, frustrazioni e abbassamento dell’autostima. In alcuni casi è forse meglio una scuola meno impegnativa, ma che permetta al ragazzo di studiare e vivere l’esperienza scolastica con serenità. Proprio questa tranquillità potrebbe, infatti, invogliarlo successivamente a proseguire il percorso di studi anche all’università.

Se invece non avrà proprio voglia di studiare, si accompagnerà verso il mondo del lavoro, anche in questo caso con possibili percorsi di formazione utili alle sue scelte: ma per questo avete ancora tempo.

In questa delicata fase formativa di tuo figlio, puoi chiedere una mano ai nostri Tutor per aiutarlo a scegliere il percorso scolastico migliore. Chiamaci al 389 269 6411 per avere maggiori informazioni.

Il primo aiuto nello studio per un bambino dislessico: le mappe concettuali

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Quando i genitori sentono la parola “dislessia” riferita ai loro figli, drizzano le orecchie e spalancano gli occhi: la prima cosa che probabilmente è lecito pensare, se non si conosce l’argomento nelle sue molteplici caratteristiche, è che si tratti di qualcosa di grave.
Chiariamo subito questo pensiero negativo: non ci si riferisce a una malattia o a problemi a livello intellettivo! Si tratta semplicemente di una difficoltà del bambino.

Comunicazione madri – figli: adolescenti a scuola

HomeWork Roma - Studente Adolescente - Superiori

Arrivare alle scuole superiori è un traguardo importante: i “bambini” ora si sentono grandi, frequentano la scuola dei grandi, e tutto cambia! Sono nel pieno dell’adolescenza, una fase critica, che mette a dura prova i genitori, soprattutto le mamme, che vedono sempre i loro figli piccoli e bisognosi di cure.

L’adolescenza si sa, è un periodo pieno di litigi per uscire quando si vuole, tornare all’orario che si vuole, avere meno regole possibili. Se a questo si aggiunge l’impegno scolastico, che ora è molto più importante, si crea un cocktail difficile: bisogna far conciliare e far comprendere la responsabilità dei compiti e la voglia di svago, e questo non è sempre semplice.

Il problema che si crea è caratterizzato spesso da incomprensioni e dai “no” che ricevono i ragazzi dai noi genitori e che non accettano. Mi ricordo quando ero anch’io una liceale, quante volte avrei voluto fare cose che mi sono state negate, per motivi che quando sei giovane non comprendi, perché ti senti forte, ti senti sicuro, pensi di potere e riuscire a superare qualunque cosa. Non si vedono i pericoli: questa è la verità!

Allora che fare? Sicuramente non si deve cedere, per lo meno non sempre: gli adolescenti hanno bisogno di far valere la loro identità e combattono strenuamente per questo. Devono capire che le regole esistono e vanno rispettate, siamo noi genitori a decidere, noi dettiamo le regole. Detto questo, la soluzione è COMUNICARE BENE: non esistono i “no” a prescindere. I No devono essere motivati: che poi loro non siano d’accordo è un’altra questione, ma bisogna parlare sempre e spiegare le proprie ragioni. D’altro canto, però, non si deve sempre nemmeno dire di no, sempre che i nostri figli non ci chiedano cose pericolose: troviamo magari un compromesso che vada bene a entrambi. La cosa importante, tuttavia, è che se alla fine noi decidiamo per il no, manteniamo il no: questo è fondamentale per stabilire il rispetto e chi comanda.

A livello scolastico, premiamo sempre i buoni voti, aiutiamoli a migliorare sempre, e se hanno momenti di difficoltà o mancanza di voglia di studiare, stiamo loro vicino e cerchiamo di comprendere cosa passa loro per la testa. Noi mamme abbiamo sempre una marcia in più con i nostri figli, un legame e un’empatia maggiore, fin da quando sono piccoli: sfruttiamola! I figli adolescenti a una certa età non si aprono, ci vedono solo come mamme. Facciamo, invece, in modo, che si sentano sempre sicuri di poterci dire tutto, perché non li giudicheremo, ma li sosterremo: siamo sempre dalla loro parte.

La scuola superiore è una fase importante, l’ultima prima della maggiore età: aiutiamo i nostri figli a viverla con spensieratezza, ma sempre con coscienza.

Per aiutare tuo figlio, in questa delicata fase dello sviluppo, puoi chiedere una mano ai nostri Tutor. Chiama il 389 269 6411 per una consulenza gratuita

Imparare fin dalla scuola primaria il giusto metodo di studio

Il giusto metodo di studio, bambine

E’ già durante la scuola Primaria che il bambino si trova a dover affrontare uno dei più importanti compiti come studente: imparare un valido metodo di studio. E’ però a partire dal terzo anno che i bambini si trovano effettivamente impegnati per la prima volta in quello che è lo studio di una materia specifica ed è da questo momento che sarà opportuno iniziare ad apprendere un personale metodo di studio che verrà consolidato nel tempo; più valido sarà, più efficaci saranno i risultati futuri.

Torna a scuola con il piede giusto

Arriva Settembre, si torna sui banchi di scuola ed è sempre difficile ricominciare la solita routine tra ore in classe e compiti a casa, dopo giorni trascorsi senza pensieri.

Si pianifica nuovamente l’orario settimanale, cercando di trovare le soluzioni più adatte per affrontare il nuovo anno scolastico con meno preoccupazioni possibili.

Mamme e papà pensano a come il figlio si comporterà in classe e soprattutto se otterrà ottimi risultati; se sarà in grado di organizzarsi con i compiti e se affronterà l’intero anno scolastico con la giusta concentrazione.

Una buona parte dei bambini e dei ragazzi pensa invece alla noia di un altro anno trascorso sui libri e al non aver più il tempo per giocare o per dedicarsi alle attività preferite.

Le preoccupazioni aumentano invece in presenza di BES o DSA.

A maggior ragione i genitori mettono in campo tutte le loro forze a disposizione per aiutare i propri figli, molto spesso con la sensazione di essere impotenti e incapaci di trovare la strada giusta.

I bambini e i ragazzi con queste difficoltà a loro volta dimostrano ancora più ansia e svogliatezza di fronte all’inizio del nuovo anno scolastico.

Sicuramente il giusto approccio per un rientro a scuola meno traumatico  è  trovare il sostegno qualificato di esperti del campo per affrontare lo studio nel modo migliore.

Se infatti si parte con il piede giusto sia genitori che figli ne sperimenteranno  i benefici: mamme e papà saranno più sereni sapendo di essersi rivolti a docenti preparati e bambini e ragazzi si sentiranno più sicuri fin da subito e affronteranno il  nuovo anno con più serenità.

Non perdere tempo chiamaci subito e ti offriremo una consulenza gratuita specializzata  per individuare il Tutor e il percorso giusti.

Scuola – genitori: un’alleanza fondamentale

È sempre più comune tra i genitori l’abitudine a contestare gran parte delle decisioni che vengono prese dal corpo docente e dall’istituto scolastico e commentare i comportamenti dell’insegnante davanti ai propri figli, senza limitarsi nelle critiche negative.

Nel momento in cui i genitori scelgono la scuola per i propri figli, sulla base di valutazioni fatte per affidare i bambini e i ragazzi all’istituto ritenuto più idoneo,  si presuppone che ci siano quelle fondamentali intenzioni per instaurare anche un rapporto costruttivo con la scuola stessa e con l’insegnante, per creare quella coalizione scuola-famiglia, cruciale per una sana crescita del bambino e del ragazzo.

Soprattutto per i bambini  della Scuola Primaria la figura dell’insegnante rappresenta un punto  di riferimento importante, quasi quanto quello dei genitori e della famiglia in generale. È infatti tra i banchi di scuola che il bambino passa la maggior parte delle sue giornate e vive molte delle sue esperienze di vita più significative.

La condivisione tra scuola e famiglia degli obiettivi educativi rappresenta l’ingrediente fondamentale per la serenità del bambino e nel momento in cui genitori e insegnanti non camminano nella stessa direzione il bambino si sente perso.

Soprattutto quando il genitore entra in contrasto diretto con l’insegnante, arrivando addirittura a denigrare questa figura davanti al proprio figlio, il bambino è destabilizzato e vede vacillare i suoi punti di riferimento.

Sicuramente ci saranno delle occasioni in cui la scuola o l’insegnante prendono decisioni con le quali il genitore può non essere d’accordo, ma qual è l’atteggiamento costruttivo da assumere? Parlare direttamente con il responsabile o con l’insegnante, affrontare confrontandosi i vari punti di vista, palesare i propri dubbi e trovare insieme delle risposte, venendosi anche incontro rappresenta l’arma vincente.

Se ognuno disegnasse a suo piacimento le regole non si riuscirebbe mai a trovare delle decisioni che vadano bene per tutti, ognuno ha le proprie esigenze, quindi bisogna anche adeguarsi a determinate regole e accettarle serenamente. Anche in questo modo si potrà dare il buon esempio ai propri figli.

Tutti possono sbagliare ma con il confronto si troverà la strada comune da seguire nel difficile compito educativo e si creerà quell’alleanza che avrà come obiettivo comune  la stabilità, la sicurezza e la serenità dei bambini e dei ragazzi nella fase più delicata della loro vita.

 

Compiti a Casa/Consigli per i genitori

 

Tra i genitori si sta diffondendo sempre più ostilità nei confronti dei compiti assegnati per casa. Molti, infatti, si dichiarano contrari al fatto che i figli siano impegnati in attività didattiche al di fuori della scuola. E’ in aumento la convinzione che i compiti siano una perdita di tempo e un ostacolo a tutti gli impegni extrascolastici che riempiono i pomeriggi di bambini e ragazzi, ormai ritenuti più importanti. Senza negare l’utilità, per un corretto sviluppo, di tutte le attività sportive, ludiche e ricreative al di fuori della scuola, dedicarsi ai compiti a casa ricopre comunque un ruolo decisivo nella crescita di bambini e ragazzi.

Lo scopo del compito assegnato dall’insegnante viene spesso frainteso. Non si tratta di togliere tempo libero agli studenti ma lo scopo principale consiste nel guidare gli studenti verso il riconoscimento dell’importanza di un impegno da portare a termine e nel miglior modo possibile. In realtà i bambini attribuiscono fin da subito il giusto valore al compito assegnato a casa e quando ciò non avviene  la causa è da ricercare in influenze esterne che ne hanno screditato il significato reale.

Ecco cosa NON DEVE FARE il genitore per evitare che i compiti per casa perdano quel valore fondamentale che avrà sicuramente un’influenza sullo sviluppo del bambino e sulla crescita del ragazzo:

  • criticare o giudicare i compiti che vengono dati dall’insegnante;
  • indagare se è stato spiegato in classe l’argomento che stanno affrontando i propri figli;
  • sostituirsi al figlio nell’esecuzione delle attività;
  • sedersi accanto al bambino o al ragazzo per tutta la durata dei compiti.

Quale è allora  l’atteggiamento più costruttivo?

  • spiegare ciò che non è stato compreso qualora venga richiesto un aiuto e, in seguito, informare l’insegnante che integrerà in classe la sua spiegazione;
  • integrare la spiegazione dell’insegnante quando il bambino o il ragazzo ha perso qualche passo fondamentale;
  • dimostrare di essere presente, per dare quella sicurezza necessaria a rendere il proprio figlio autonomo nello svolgimento del compito;
  • se il bambino o il ragazzo chiede aiuto su qualcosa che non riesce ad eseguire, non fornire subito la risposta giusta, ma semplicemente guidare verso la soluzione;
  • intervenire solo quando viene richiesto aiuto;
  • ascoltare con interesse, qualora venisse richiesto dai figli, la ripetizione delle materie orali;
  • alla conclusione dei compiti, verificare; non per sostituirsi all’insegnante, ma per controllare che tutto sia stato svolto nel giusto modo, gratificando nel caso di un lavoro ben eseguito.

Regole per svolgere i compiti a casa:

  • eseguirli con cura;
  • eseguirli anche nel minor tempo possibile; fondamentale è utilizzare il tempo nel modo giusto, evitando perdite di tempo inutili;
  • dedicare un tempo limitato ai compiti ovvero la durata necessaria al completo svolgimento;
  • stabilire fin dall’inizio il tempo necessario e cercare di rispettarlo.

Infine quando i compiti vengono svolti in modo sbagliato, inadeguato o superficialmente, non sempre serve rimproverare i propri figli, ma fondamentale è indagare e comprendere la reale motivazione alla base:

  • perché il bambino o il ragazzo non è abituato a prendersi cura delle sue cose?
  • perché si voleva sbrigare?
  • perché nel fare male il compito vuole che il genitore stia seduto accanto a lui?

Una volta individuata la motivazione sarà più semplice aiutare in maniera idonea e costruttiva il proprio figlio, poiché è importante non dimenticare che il genitore deve essere una guida e non un sostituto dell’insegnante e né colui che esegue i compiti a casa.

I vantaggi di studiare con un Tutor

I vantaggi di studiare con un Tutor

Uno dei problemi più diffusi tra le famiglie con figli che vanno a scuola è ritrovarsi a lottare giornalmente con i bambini o i ragazzi che non hanno voglia di fare i compiti o che li eseguono in modo sbagliato, generando così un clima di nervosismo diffuso che si ripercuote nell’ambiente familiare.

Il genitore allora, esasperato dalle tensioni che si vengono a creare ogni pomeriggio dopo l’uscita da scuola, cerca di trovare delle soluzioni che risolvono soltanto apparentemente il problema.

Infatti molto spesso assistiamo a genitori che aiutano i figli nello svolgimento dei compiti inadeguatamente poiché l’obiettivo principale diventa solo evitare di discutere per riportare una calma apparente in casa senza però offrire un supporto adeguato allo studio.

Ecco allora mamme che si sostituiscono ai loro figli e si siedono alle scrivanie a risolvere espressioni, scrivere temi e tesine, preparare schemi per far faticare meno i ragazzi davanti alla lezione del giorno, che organizzano e gestiscono tutto il lavoro extra-scolastico senza assumere dunque un atteggiamento costruttivo.

I figli a loro volta assumono atteggiamenti scorretti e di pretesa nei confronti dei loro genitori che non vengono riconosciuti come insegnanti ma che di fatto vorrebbero ricoprirne il ruolo. L’obiettivo principale diventa soltanto finire tutto e subito e con il minimo sforzo per dedicare il prima possibile tempo a qualcosa di più interessante.

Molto spesso poi è il genitore che in alcuni casi non riconosce i limiti del figlio, che magari nasconde dei problemi di apprendimento dietro alla sua voglia di non fare i compiti, e pretende che raggiunga livelli eccellenti di preparazione quando invece dovrebbe solo comprendere le difficoltà del figlio.

Inoltre, nella dinamica genitori-figli che svolgono i compiti insieme, manca quell’aspetto fondamentale di ogni relazione didattico-educativa , quel riconoscimento indispensabile per la motivazione allo studio, ovvero la gratificazione per il lavoro svolto e i risultati raggiunti.

I più grandi invece che non chiedono l’aiuto dei genitori, ma che comunque non sanno e non vogliono studiare da soli, passano interi pomeriggi al telefono con gli amici o navigando su internet per trovare soluzioni immediate e senza fatica ai loro compiti.

Alla conclusione di questi pomeriggi trascorsi sui libri in modo inefficace, nonostante i compiti assegnati per il giorno dopo siano stati terminati, comunque i bambini o i ragazzi non hanno appreso nulla in modo efficace e duraturo.

L’approccio più costruttivo che i genitori possono allora adottare nei confronti dei figli che non sono in grado di studiare da soli diventa affidarli a un Tutor che sarà in grado di programmare un percorso didattico- educativo su misura e dai risultati sicuramente più soddisfacenti. Lo studente potrà così finalmente avvicinarsi allo studio con un atteggiamento più positivo e lo scopo non sarà più soltanto terminare i compiti e quindi assimilare nozioni temporanee e superficiali, ma adottare un metodo per apprendere in modo stabile e anche colmare lacune.

Il Tutor saprà programmare le attività di studio attraverso una didattica personalizzata progettata sullo studente che potrà nel tempo anche valorizzarne il talento, rispettando contemporaneamente i suoi tempi di apprendimento e le sue esigenze. Inoltre altro obiettivo fondamentale diventa rendere lo studente autonomo nello studio, oltre che per terminare i propri compiti anche per conquistare quell’autostima fondamentale nei percorsi di studio e lavorativi di cui sarà protagonista in futuro.